È pensabile nella realtà italiana un Condominio in regime di Autoconsumo Collettivo?
La risposta è sì!
Desidero presentarvi questa buona pratica come punto di partenza per il cambiamento e per riflettere su dati concreti.
Il primo condominio in regime di autoconsumo collettivo operativo in Italia, nasce a Pinerolo, Condominio Cittadella, Via Cittadella 19, il 14 Maggio 2021. Il progetto coniuga le esigenze di autoconsumo condiviso con il concetto di edificio a emissioni quasi zero.
L’opera è stata realizzata dalla società pubblica di energia elettrica e gas, Acea Energia, in joint venture con Tecnozentih Progetto Energheia, con la collaborazione dell’Energy Center del Politecnico di Torino, ed è caso studio nell’ambito del progetto europeo Horizon 2020 “Buildheat”.
Sotto il punto di vista energetico, l’edificio per il 90% auto consuma quanto prodotto dall’impianto solare fotovoltaico da 20 kW e dal solare termico, finalizzato alla produzione di acqua calda sanitaria. Il fotovoltaico alimenta, oltre alle utenze dei 10 appartamenti, una pompa di calore, posizionata sul tetto, da 83 kW, in regime di riscaldamento, o da 71 kW, quando è in funzione per il raffrescamento. Il condominio è anche dotato di un pacco batterie da 13 kWh per l’accumulo di energia da reimpiegare all’occorrenza minimizzando il prelievo dalla rete.
Riflessione sui dati concreti:
L’edificio è un condominio composto da 10 unità abitative. Le abitazioni hanno diverse dimensioni, tra 50 m² e 150 m², e sono distribuite su 1 scala su 4 piani. L’edificio si trova vicino al centro città sulla collina di Pinerolo.
Caratteristiche L’edificio ha una struttura in calcestruzzo armato con pareti in mattoni non portanti e tetto in calcestruzzo piatto. Sono installate finestre con vetro singolo. L’edificio è stato costruito nel 1965.
Fatti riguardanti il riscaldamento e il condizionamento In ogni abitazione sono installati riscaldatori elettrici singoli. I riscaldatori forniscono acqua calda sanitaria (ACS) a tutte le abitazioni. Il sistema di riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell’aria (HVAC) è dotato di una caldaia centralizzata a condensazione e di radiatori ad acqua calda. Il consumo totale normalizzato per ACS e HVAC di ogni abitante è di circa 1.500 €/anno.
Pacchetto di ristrutturazione La ristrutturazione include miglioramenti sia per l’involucro esterno che per il sistema HVAC. Installato un isolamento prefabbricato sulle facciate sud, est, nord e ovest, mentre le superfici orizzontali sono isolate con uno strato di EPS e il vano scala è isolato. Tutte le finestre sono state sostituite con finestre a doppio vetro con taglio termico. Ogni abitazione ha una caldaia ibrida centralizzata per il sistema HVAC/ pompa di calore aria-acqua collegata a pannelli fotovoltaici per coprire le richieste di riscaldamento e un sistema ibrido centralizzato per ACS/ pannelli solari per produrre acqua calda sanitaria.
Monitoraggio: Quanto ai sistemi di monitoraggio e gestione dell’energia, ogni inquilino, tramite un Building Management System, BMS, può controllare la temperatura per ciascuna stanza del proprio appartamento in base agli orari e ai differenti utilizzi degli spazi. Tramite i BMS è possibile, inoltre, conoscere i consumi elettrici, mentre la distribuzione e la contabilizzazione termica per l’acqua calda sanitaria, il riscaldamento e raffrescamento vengono monitorati tramite 13 Enerboxx.
Autoconsumo collettivo: buone pratiche per il cambiamento
Uno degli aspetti più interessanti di questo tipo di operazione è che dal 2021 i progetti si sono allargati nel territorio piemontese e non solo. Nel comune di Pinerolo sono già 5 le realtà di questo genere, seguono una a Cavour, Racconigi e Torino, tutti accomunati dall’obiettivo di autoprodurre e scambiarsi energia tra i soci con impatti considerevoli sui costi in bolletta.
Tenuto conto che i condomini sono una delle realtà più presenti sul nostro territorio e che sono responsabili del 40% dei consumi energetici nazionali, renderli efficienti ed autosufficienti dal punto di vista energetico è vitale. Permette di perseguire contemporaneamente il benessere dei condomini che vi risiedono ed il benessere del pianeta, riducendo contestualmente le emissioni di CO2 nell’atmosfera.
Le esperienze già realizzate non solo su edifici di nuova costruzione, ma anche su edifici ristrutturati (quello di Pinerolo è un edificio costruito nel 1965) rende chiaro quanto sia accessibile questa nuova realtà di comunità energetica. Mette in evidenza l’importanza del tessuto locale costituito da condomini, a cui si aggiungono micro e piccole imprese e realtà associative che collaborando nel caso di C.E.R., impattano in maniera benefica sul loro territorio creando un circolo virtuoso di benessere locale.
Dati tratti da: Buildheat e Comunirinnovabili – Legambiente