Alla base dell’applicazione della gestione per la tutela e la prevenzione in tema di sicurezza in azienda, sappiamo essere il processo di Valutazione del Rischio.
Normalmente si parte proprio da qui, individuando i processi aziendali, associando i pericoli a tali processi, valutando quali siano i rischi effettivi, ponderandoli ed associando attività di Prevenzione e Protezione.
Così facendo ci dimentichiamo che la Sicurezza trova il suo fondamento nella Percezione del Rischio da parte delle Persone coinvolte, la capacità di comprendere in prima battuta, che esiste un rischio ed attribuendo a quel rischio un corretto valore, peso.
La percezione è soggettiva, non è matematica, enormi sono le differenze individuali nella percezione del rischio sul lavoro, per questo motivo è necessario partire proprio da qui
La nostra visione dei rischi si trascina dietro le nostre esperienze, la nostra formazione, l’ambito culturale da cui proveniamo la nostra età…
Ma come si forma la nostra percezione del rischio?
La percezione del rischio e sicurezza sul lavoro è l’esito di una comprensione personale e soggettiva dei rischi reali, condotta non sulla base di dati certi ma di conoscenze e nozioni individuali.
Soggettività è la parola chiave: in base a ciò che siamo, il nostro pensiero, le nostre abitudini , potremmo essere portati a considerare come più o meno grave ed incombente un certo rischio rispetto a ciò che è oggettivamente nella realtà: il processo percettivo del rischio è influenzato anche emozioni e delle sensazioni del momento in cui fronteggiamo un rischio.
Cosa determina la Percezione del Rischio?
Certamente fattori individuali, quali l’età, il sesso, la cultura di appartenenza;
È influenzata dall’esperienza collettiva dei lavoratori, dal contesto in cui si muovono che può spingere a considerare accettabili, controllabili o inesistenti determinati rischi, siamo esseri sociali e ciò che pensa e valuta il gruppo è quanto mai influente sulle nostre percezioni.
È influenzata dall’esperienza individuale del singolo, dalle sue conoscenze e visioni,
È influenzata dall’esposizione continuativa o occasionale ad un rischio “abbiamo sempre fatto così…” l’abitudine a svolgere un compito pericoloso spinge a non vederlo più, a considerarlo amichevole, la scarsa frequenza di un determinato rischio spinge a pensare che non sia necessario proteggersi da una certa situazione “a me non è mai capitato, in azienda non è mai capitato…”
È legata anche all’opinione più diffusa, dal bombardamento di informazioni, il mainstream d’opinione distorce la nostra capacità di ritenere opportuno, vitale, premunirsi da un rischio.
La percezione del rischio è molto fluida, cambia in base ad innumerevoli stimoli esterni o esperienze personali.
Non possiamo parlare di “misura” della percezione del rischio, è altresì necessario rilevarla e valutarla come volano dei rischi o come argine agli stessi.
Conoscere la percezione del rischio della propria organizzazione consente di tarare i propri obiettivi, di costruire una pianificazione corretta e linee d’azione efficaci in quanto Prevenzione e Prevenzione.
Conoscendo il livello di percezione del rischio da parte dei lavoratori, è possibile ridefinire più facilmente i propri obiettivi interni riguardo ai servizi di prevenzione degli infortuni e alla protezione dai rischi.
Se si rileverà una qualche distorsione nella Percezione del Rischio da parte dei Lavoratori, il datore di lavoro potrà costruire una risposta adeguata, attraverso consulenze esterne, informazione, formazione, addestramento, correzione dei processi, sorveglianza sanitaria.
Se, per esempio, chi lavora in comparti particolarmente a rischio non prende le giuste precauzioni per una sottovalutazione del rischio, è opportuno che il datore di lavoro prenda le necessarie misure di prevenzione perché il lavoratore apprenda correttamente l’importanza della sicurezza in quel settore aziendale.
Perché è importante percepire correttamente un rischio?
Una Valutazione del rischio risulterà distorta qualora parta da presupposti basati su una percezione distorta: basti pensare come l’assunto “i guanti, le scarpe antinfortunistiche, gli occhiali protettivi a me danno fastidio e non servono a niente…” nasca da una scorretta percezione del rischio.
Una ricerca, realizzata tra gennaio e settembre 2015, con un campione di 100 donne operanti in piccole e medie aziende agricole a conduzione familiare, in provincia di Avellino ha rilevato una correlazione lineare del 76% fra infortuni e distorsione della percezione del rischio (Cfr. JAHC Journal of Advanced Healt Care “Cultura della sicurezza e fattore umano: educare alla percezione del rischio” Dott.ssa Di Pietro Mariangela). Prenditi 3 minuti per leggere l’articolo, ci sono dati interessanti.
L’approccio della Consulenza Formativa in tema di Salute e sicurezza sul lavoro prende e prenderà le mosse proprio dagli strumenti di valutazione della percezione del rischio anche per sottolineare quanto gli strumenti per la gestione della Valutazione del Rischio rappresenti un’opportunità di crescita organizzativa per le aziende, correlabile con le attività di Comunicazione sia interna che esterna e per le attività di marketing.
Buon lavoro e a presto per altre occasioni di condivisione

Alessandra Bosio