La formazione come laboratorio vivo
Perché marketing, comunicazione, energia e sostenibilità non si insegnano mai allo stesso modo con allievi diversi.
[Alessandra]
La formazione come processo che si rinnova
Chi lavora nella formazione lo sa: i programmi sono necessari, ma non bastano. Nei campi del marketing, della comunicazione, dell’energia e della sostenibilità i contenuti cambiano nel giro di pochi mesi, a volte di pochi giorni. Ripetere sempre la stessa lezione significa tradire la natura stessa di queste discipline.
Si tratta di un approccio che mi appartiene e ho sempre adottato, fin dalle mie prime ore d’aula. Subito, infatti, mi sono trovata a confronto con una platea a cui, prima di insegnare i fondamenti del marketing, era necessario far capire il motivo pratico per cui quella disciplina, così apparentemente astratta (era il 1994), compariva nel loro calendario lezioni.
Nelle ultime settimane poi, mentre cercavo documenti su questo tema, ho letto quello che Edgar Morin (un sociologo, filosofo e pensatore francese della prima metà del novecento), definiva «pensiero complesso».
Si tratta di un approccio che sostiene la necessità di superare la frammentazione e la specializzazione del sapere, per abbracciare la multidimensionalità dei fenomeni. Propone di superare le divisioni disciplinari e di affrontare le sfide della realtà attraverso una prospettiva olistica e transdisciplinare.
Un pensiero che considero di grande attualità, in un momento in cui la spinta alla verticalizzazione ha talvolta penalizzato la visione d’insieme.
Certamente la specializzazione, soprattutto nelle materie che trattiamo (Marketing & Comunicazione – Energia, Ambiente Sostenibilità), è necessaria, ma per proporle in modo efficace credo sia importante conoscere anche la visione d’insieme del mondo in cui quella specializzazione andrà ad operare
La formazione, in questo senso, non può essere solo un archivio di nozioni da trasmettere, ma un processo vivo, capace di rinnovarsi in relazione al contesto, alle domande e alle esperienze dei partecipanti.
La sperimentazione: strumento e valore aggiunto
Un corso quindi, non è solo trasmissione di nozioni, ma uno spazio di sperimentazione.
A questo proposito, se interessati a questi temi, vi consiglio la lettura de Il Professionista riflessivo di Donald Schön in cui parla di «pratiche riflessive».
Lui sostiene che il professionista è in grado di apprendere ed adattarsi mentre svolge il proprio lavoro e descrive un professionista che non si limita a seguire procedure standard, ma che riflette attivamente sulle proprie esperienze e pratiche. Questo approccio, spiega, è fondamentale per affrontare situazioni caratterizzate da incertezza, instabilità e unicità, dove le regole e le procedure consolidate potrebbero non essere efficaci [Non è una lettura “da ombrellone”, ma certamente offre spunti su cui ragionare, soprattutto pensando che è stato scritto negli anni ’80.]
Il sapere si consolida quando chi apprende è coinvolto attivamente nella costruzione della conoscenza, sperimentando, sbagliando, migliorando.
Ecco la formazione come la intendiamo noi. Le ore d’aula diventano un laboratorio in cui si creano esperienze trasformative.
Nell’Indagine OECD sulle Competenze degli Adulti 2023: Italia emerge tra gli altri un dato significativo :
➡️ In Italia, il 46% degli adulti tra 16 e 65 anni ha ottenuto un punteggio pari o inferiore al livello 1 in problem solving adattivo (media OCSE: 29%).
Questo significa che quasi una persona su due fatica a risolvere problemi che richiedono più passaggi o l’adattamento a variabili che cambiano
Ecco perché crediamo fortemente che la formazione non può limitarsi a trasmettere nozioni, ma deve aiutare a sviluppare capacità di adattamento, pensiero critico e sperimentazione continua.
Tre casi pratici significativi svolti nelle nostre lezioni
Nell’ambito delle lezioni all’ITS Academy Green Tech, in un modulo dedicato alle comunità energetiche, i partecipanti hanno simulato scenari utilizzando dati reali di un comune piemontese, elaborando soluzioni che sono poi state effettivamente proposte all’amministrazione comunale.
Durante il Progetto ITS 4.0, gli allievi del Corso di Sostenibilità nella Filiera del Food (biennio 2023-2025) hanno sviluppato un progetto che univa la sperimentazione del food pairing alla sostenibilità. Hanno condotto interviste, partecipato a eventi e visto la loro idea prendere forma e crescere progressivamente.
Nelle lezioni di Design Thinking, i ragazzi del Corso Marketing & Sales Specialist dell’ITS Biotecnologie Piemonte hanno ideato tre soluzioni innovative per migliorare il processo di acquisto di cosmetici, partendo da un brief aziendale già utilizzato in altre Unità Formative, in un’ottica di trasversalità delle competenze.
Spunti per chi fa formazione (o la commissiona)
- Progettare per scenari, non per copie**
Ogni corso deve avere uno scheletro solido, ma aperto. - Coltivare la co-creazione**
Lasciare spazio agli allievi per portare i loro casi, problemi e intuizioni non è una perdita di controllo, ma un arricchimento. - Accettare l’instabilità**
Nelle discipline che evolvono rapidamente, la verità del momento è più utile di un presunto «sempreverde». La formazione deve educare ad orientarsi nel cambiamento.
Una responsabilità condivisa
La formazione non crea solo competenze: contribuisce a generare coscienza collettiva su temi centrali per il nostro presente. Un approccio superficiale rischia di banalizzare questioni decisive come la transizione ecologica o la comunicazione digitale, mentre un approccio attento e progettato, può favorire comportamenti e decisioni più consapevoli.
Progettare contenuti formativi è quindi un atto di responsabilità, verso chi partecipa e verso la società che riceverà l’impatto di quelle conoscenze applicate. Ogni corso diventa così non solo un’occasione di apprendimento, ma un tassello di un percorso collettivo.
Questo è l’approccio che io e Marco Comazzi portiamo avanti: non corsi-fotocopia, ma laboratori vivi. Perché ciò che cambia ogni giorno non può essere insegnato una volta per tutte.
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Comazzi Marco
Alessandra M. Bosio