Strategie di marketing e punti di vista diversi

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Strategie di marketing semplici per abbandonare l’isola “dell’abbiamo sempre fatto così” e la trincea del “eh ma nel nostro settore questo non si può fare”.

Adottare nuovi approcci per un professionista o un’azienda può migliorare il suo posizionamento sul mercato.

Dimostrare la capacità di sperimentare nuove idee, infatti, comunica fiducia e una visione a lungo termine.

La fiducia a sua volta, può attirare clienti, partner commerciali e talenti, creando opportunità di crescita.

Si sa, però, che allontanarsi dall’abitudine e da ciò che si conosce meglio, è sempre difficile, ma a volte arriva il momento in cui lo si deve proprio fare.

Come si capisce che “quel momento” è arrivato?

Il Momento del Cambiamento: come Riconoscerlo

Nella mia esperienza il momento è quando l’attività non procede nel modo desiderato. Si mettono in atto le “solite” azioni e i risultati, o non arrivano, o non sono quelli sperati e di solito quello è anche il momento in cui si cominciano a cercare aiuti.

Se a non funzionare sono, per esempio, le attività social, allora si pensa che servirebbe un SMM.

Se si ha una mailing list, si inviano mail con promozioni e sconti, ma non vengono usufruiti, allora si pensa che si dovrebbero cercare nuovi contatti.

Se si fa una campagna di volantini nella zona e non arrivano nuovi clienti, allora magari era meglio se il volantino lo faceva un grafico.

…e così via, i casi che negli anni ho affiancato sono molti e tutti sono uniti da uno stesso denominatore: si cerca all’esterno la risoluzione ad un problema che invece, prima di tutto è interno e spesso parte dalla mancanza di una strategia.

Mi spiego meglio.

Strategie, prima…

Tutte le frasi che ho elencato sopra esprimono pensieri corretti e leciti, presi singolarmente.

È molto probabile che l’aiuto di un SMM faccia girare meglio la presenza social, così come un grafico migliori il layout del volantino, i risultati, però, arriveranno solo se queste figure saranno coordinate da un titolare consapevole.

In cosa si manifesta la consapevolezza?

Bisogna capire che prima di “far fare” ci sono alcune attività “da fare” in prima persona.

In breve, è necessario definire, prima a se stessi, ciò che si vuole comunicare e vendere, poi guardarsi intorno e farsi delle opinioni studiando i competitor e non solo.

Prima di domandarsi se serve un SMM, quindi, è meglio chiedersi se i contenuti pubblicati e le campagne perseguono gli obiettivi fissati. Si rivolgono alle persone giuste? Parlano davvero ai nostri potenziali clienti, che nessuno conosce meglio di noi?

Prima di incaricare un grafico, meglio guardare il volantino con gli occhi di un cliente e domandarsi “se io lo ricevessi, andrei a comprare lì?”. Farlo vedere anche a qualche conoscente che possa dare un commento disinteressato e raccogliere indicazioni e pareri.  Poi rifarlo o dare questa volta, precise indicazioni al grafico circa il proprio brand e l’obiettivo che si desidera raggiungere.

…Professionisti esterni, poi.

In pratica bisogna provare a cambiare prospettiva.

Smettere di guardare solo i risultati negativi e ripensare alle azioni intraprese valutando come potrebbero essere modificate provando a farlo. A questo punto si può decidere se e quale professionista, agenzia, fornitore, potrebbe essere d’aiuto con la sua esperienza.

Incaricare un professionista esterno senza aver maturato una chiara consapevolezza di ciò che si vorrebbe raggiungere e senza saperlo spiegare nei dettagli, potrebbe rivelarsi un costo e non un investimento.

Il rischio concreto è che  il professionista incaricato, proponga cambiamenti o soluzioni buone, in teoria, ma che provengono dalla sua esperienza senza rappresentare davvero l’anima dell’attività per cui lavora. Si finisce per lasciarlo operare fornendo poco supporto e collaborazione, aspettandosi però, risultati che dovranno rispecchiare le proprie attese non definite. Immancabilmente non arriveranno, vanificando gli sforzi di entrambi.

Strategie vincenti: superare la paura dell’azione per ottimizzare i risultati

Nelle strategie di marketing non c’è più spazio per “non si può fare diversamente, l’abbiamo sempre fatto così” e per “questa attività per noi non funziona”.

Questi comportamenti creano fessure nel mercato, consentendo l’ingresso veloce di nuovi concorrenti con approcci innovativi o senza abitudini consolidate da cambiare, ridefinendo il posizionamento.

Piccoli imprenditori e professionisti dovrebbero sviluppare lo “sguardo laterale” e la capacità di esplorare vari approcci per risolvere un problema, guardandolo da prospettive diverse. È fondamentale informarsi ed allenarsi ad ampliare la visione per affrontare le sfide con flessibilità.

Due sono gli atteggiamenti vincenti:

  1. superare la paura del fare, agendo e provandoci
  2. Fare test, analizzare, studiare il proprio mercato e poi modificare e riprovare un altro approccio

L’Approccio dei 10 Minuti: un metodo pratico per rinnovare le tue strategie di marketing

Un suggerimento tratto dalla letteratura

Avete presente il libro di Chiara Gamberale “Per dieci minuti”?

In estrema sintesi: la protagonista s’impegna per un mese a fare tutti i giorni, per dieci minuti al giorno, qualcosa di nuovo. Per lei è il modo di abbandonare le abitudini e uscire dai soliti schemi.

Ecco, questo è un approccio adattabile e utile anche per chi sta lavorando alle proprie strategie di marketing e di comunicazione. Per superare alcune paure iniziali e provare ad uscire dagli schemi di sempre, si può provare a dedicare:

  • 10 minuti al giorno alla rassegna stampa “social” e a newsletter selezionate, per leggere cosa dicono profili d’interesse e competitor;
  • un po’ di tempo per scrivere le idee che vengono e che saranno da definire e testare;
  • un po’ di tempo per trasformare un’idea della lista, in realtà da testare;

Non è impossibile, con un po’ di organizzazione si può fare e le soddisfazioni arrivano.

Per ragionare sulle modalità per impostarsi gli obiettivi, è utile anche leggere Strategia on line: dall’idea all’azione con obiettivi smart

Io per i miei clienti e per i corsisti ho elaborato una serie di piccoli esercizi da fare, domande a cui rispondere, materiali con cui confrontarsi per uscire dalla propria zona di confort e farsi domande efficaci.

 

Se questi dubbi e queste difficoltà appartengono alla tua realtà, senti che sarebbe arrivato “quel momento” in cui sono necessari nuovi approcci e vuoi essere accompagnato o anche solo vuoi confrontarti, parliamone. Puoi scrivere a alessandra.bosio@waldenconsulenze.it 

 

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