Il sovraccarico biomeccanico
Sovraccarico biomeccanico: che cosa s’intende con questa parola così tecnica?
Se interpelliamo un lavoratore non più giovanissimo, che magari ha già una ventina di anni di lavoro alle spalle e lo sentiamo lamentarsi di qualche dolore alle articolazioni dovuto a gesti ripetuti durante lo svolgimento della sua mansione, molto probabilmente siamo di fronte alle conseguenze di questo fattore di rischio.
Il sovraccarico biomeccanico: definizione e storia legislativa
Il sovraccarico biomeccanico, in particolare degli arti superiori, è una condizione in cui e nostro sistema muscolo scheletrico, con il coinvolgimento delle articolazioni e dei tendini ad esso collegati, viene sollecitato da stimoli ripetuti durante la movimentazione manuale dei carichi. Sollevamento e trasporto, spinta e traino, movimentazione di bassi carichi ad alta frequenza, sono attività lavorative che espongono il lavoratore a questo rischio.
Emerso in prima battuta nel comparto metalmeccanico, in seguito a studi ed approfondimenti, viene individuato anche in altri settori industriali, in agricoltura, nei servizi e nell’artigianato. E sono innumerevoli le mansioni che provocano, nel tempo, esposizione a gesti in cui si sommano carico e ripetitività, in particolare nelle medie, piccole e piccolissime imprese.
L’INAIL ha prodotto, negli anni, tre diversi volumi contenenti le schede di rischio da sovraccarico biomeccanico a carico di lavoratori impegnati nel comparto della piccola industria, dell’artigianato e dell’agricoltura: dalla potatura alla raccolta di frutta e ortaggi, dalla lavorazione delle carni alla produzione di derivati del latte, produzione e confezionamento gelati, lavorazione delle pelli, fabbricazione di calzature e potremmo continuare fino ad elencare almeno altre 300 attività lavorative. I dati in possesso dell’INAIL dimostrano che, in seguito all’entrata in vigore del decreto ministeriale del 9 aprile 2008 (nuove tabelle delle malattie professionali nell’industria e nell’agricoltura), che ha inserito tali patologie nell’elenco delle tecnopatie che godono della “presunzione legale di origine” (una categoria di presunzioni in cui la legge risale, in via logico-deduttiva, da un fatto noto ad uno ignoto), sia stato registrato un aumento sensibile delle malattie professionali osteo-articolari e muscolo-tendinee da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori. Tra le patologie denunciate con maggiore frequenza sono comprese le tendiniti, le degenerazioni artrosiche e le sindromi del tunnel carpale, ma anche patologie proprie di altri distretti corporei, come il rachide e gli arti inferiori.
Il sovraccarico biomeccanico nella valutazione del rischio
Gli articoli 17 e 168 del D.Lgs. 81/08 e s.m.i. obbligano il datore di lavoro, nell’ambito della valutazione del rischio, a valutare tutti i rischi presenti nell’ambiente di lavoro e a adottare le misure organizzative necessarie e i mezzi appropriati per evitare la necessità di una movimentazione manuale dei carichi da parte dei lavoratori, o, qualora non si possa evitare, ricorrere e fornire ai lavoratori i mezzi appropriati a ridurre il rischio conseguente. L’art. 168 rimanda alle norme tecniche l’indicazione dei criteri di riferimento per le finalità del Decreto.
La norma tecnica applicata ai sensi dell’art 168 del d. lgs 81/08, è la UNI ISO 11228, indicata da un’altra norma ISO, la 12295, come lo strumento per la valutazione approfondita in presenza di rischio e legittimata dall’art. del D.LGS 81/08 che tiene conto e quantifica i parametri interessati: frequenza di azioni nel ciclo di lavoro, durata del ciclo o tempo dedicato al lavoro ripetitivo (quando il lavoro è multi tasking) al netto delle pause, presenza di forza, posizione e sollecitazione di spalla, gomito, polso e mano, tempi di riposo, stereotipia.
Il metodo OCRA
La norma tecnica, nella sua parte terza (11228-3) “Ergonomia; movimentazione manuale: Movimentazione di bassi carichi ad alta frequenza”, al fine di definire le raccomandazioni ergonomiche per i compiti di lavoro ripetitivi, indica il metodo OCRA index (occupational ripetitive action index) e la sua applicazione semplificata, la check list OCRA.
Attraverso un metodo semplificato, il datore di lavoro assegna un valore al rischio, anche quando il turno di otto ore comprende cicli di lavoro diversi (pensiamo ad un agricoltore che nella giornata si dedica alla semina per metà del tempo e per l’altra metà al raccolto) e individua i valori di soglia, superati i quali, si rendono necessarie azioni specifiche, come l’attivazione della sorveglianza sanitaria.
Altri interventi mirati alla prevenzione delle patologie da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori sono sicuramente una diversa organizzazione dello spazio di lavoro e/o della mansione, idonei tempi di recupero, corrette procedure, formazione e informazione.
La tutela e la protezione della salute dei lavoratori nelle politiche aziendali
È doveroso sottolineare che le misure a prevenzione del rischio funzionano solo quando vengono efficacemente applicate e sono il prodotto di una politica aziendale seriamente rivolta alla tutela e alla protezione della salute dei lavoratori, e quando i lavoratori conoscono il rischio e possiedono gli strumenti per prevenirlo. L’approccio timido alla sicurezza deve lasciare il posto ad un atteggiamento energico e informato.
È sempre più rilevante la figura dell’addetto e del responsabile della sicurezza, compreso il datore di lavoro, anche nella comunicazione e nella sensibilizzazione dei lavoratori alla necessità di riconoscere e prevenire un rischio per la salute o per la sicurezza.
di Barbara Balocco Tecnico e formatore per la prevenzione nei luoghi di lavoro, da non molto tempo ho fatto della sicurezza dei lavoratori la missione personale, profondamente convinta che, se tutti acquisissero la giusta consapevolezza, gli ambienti di lavoro smetterebbero di essere un luogo di paura, pericolo e troppo spesso, di morte.
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Se nella vostra attività vi trovate a dover gestire questo tipo di rischio e vi servono chiarimenti o un aiuto potete contattarci scrivendo a info@waldenconsulenze.it, la collega Barbara Balocco saprà accompagnarvi proponendo la soluzione più adatta alle vostre esigenze.

Alessandra Bosio by Canva e Pixabay
Alessandra M. Bosio