Creare contenuti efficaci: la semplicità paga sempre
Stavo gironzolando su Instagram e ho visto un mio contatto parlare positivamente di un prodotto cosmetico. Incuriosita sono andata al sito per saperne di più e ho fatto tutto ciò che normalmente i potenziali clienti fanno, nel processo di fruizione dei contenuti ed acquisizione d’informazioni su prodotti per loro nuovi.
Mi sono imbattuta anche qui, nella difficoltà di rendere accessibili a non tecnici, concetti articolati, un aspetto che molte volte riscontro e su cui lavoro con ogni cliente e ogni aula di studenti che trattino argomenti tecnici.
Ho chiesto a Google “cosmetici ecobio cosa vuol dire?”
Risposta in evidenza: “in estrema sintesi: un cosmetico viene considerato «clean» o «ecobio» quando formulato con materie prime provenienti dal mondo vegetale, non tossiche per gli organismi viventi, rapidamente biodegradabili ed estratte con metodi non inquinanti.”
Capito!
E ora mi chiedo, ma perché su un sito di una casa produttrice di cosmetici “ecobio” raramente lo trovo scritto così chiaramente? Certo, è un’estrema semplificazione, lo capisco.
Non è una risposta “tecnica”. Dire invece, che quel prodotto, per esempio, “non usa siliconi”, è apparentemente più professionale. Per il consumatore finale però, il termine “silicone” è spesso una “parola vuota” dal significato incerto a cui fatica ad associare un’immagine chiara. Usandola si rischia di non trasmettere interamente il valore del prodotto e di perdere l’efficacia della comunicazione.
Come semplificare i contenuti tecnici per un pubblico non specializzato?
Trovare il modo efficace di trasmettere contenuti fortemente tecnici, rendendoli comprensibili ai non addetti ai lavori e conservandone il valore senza banalizzarli, è molto importante e richiede un po’ di lavoro sui testi.
Chi legge cerca sempre di ricondurre a forme conosciute e che gli trasmettano un senso di realtà, quindi lavorare sulla traduzione di definizioni tecniche complesse, significa spesso spezzare il concetto in una serie di sotto-concetti che siano riferibili al mondo di chi legge.
Un consiglio che trovo utile è quello di iniziare utilizzando il dizionario dei sinonimi e dei contrari o un vocabolario e provare a vedere se tra i termini e le definizioni proposte ce ne sono altre che rimandino a mondi più vicini al nostro lettore.
Ho provato a cercare in questo caso: “sinonimo di ecobio” e ho trovato che la Treccani propone: “Che risponde ai criteri della biologia rispettosa dell’ambiente naturale – composto dal confisso eco- aggiunto all’agg. biologico.”
È già più comprensibile, ma ancora troppo generico: il cosmetico in questione contiene ingredienti derivati dall’agricoltura biologica? Ingredienti biodegradabili? Ingredienti naturali?
Rispondere a queste domande potrebbe essere un modo per dare dettagli chiarificatori, attenzione però. Immaginiamo che il nostro cosmetico usi ingredienti naturali a questo punto non lavoriamo sugli ingredienti che NON include, come paraffina, parabeni, oli naturali (di nuovo parole vuote), usiamo invece i nomi degli ingredienti naturali che contiene, magari “mango, limone ( estratti di frutta), passiflora edulis (estratto dal fiore), etc…”.
Sono tutti elementi più comprensibili.
Può sembrare banale, ma spesso sono proprio gli elementi più semplici i primi a sfuggire di mano perché si tende a darli per scontati.
Pensare a chi leggerà
Il principio guida quando si scrivono contenuti, dovrebbe essere quello di pensare a chi li leggerà, qual è il suo linguaggio, il suo possibile livello di conoscenza di quell’argomento, quali parole usa quando si riferisce a quel tema.
Due accorgimenti che uso spesso e mi sento di suggerire, sono:
- leggere le FAQ dei siti sul tema per valutare quali sono i punti deboli della comunicazione per i potenziali lettori e capire qual è il lessico da loro utilizzato;
- fare ricerche per hashtag significativi sui vari social e leggere post e commenti. Aiuta a comprendere come altri utenti parlano del tema e quali parole scelgono
Riportare i concetti ad avere perimetri conosciuti, costruire contenuti che facciano riferimento a casi pratici, spezzare i concetti complessi in concetti più semplici costruendo un percorso di avvicinamento, tenendo sempre in considerazione la tipologia di utente a cui sono rivolti, aiuta non solo a «farsi leggere», ma anche a vendere, quando vengono riportati in un funnel di vendita.
Proporre il giusto messaggio ad ogni fase di avvicinamento verso l’azione per noi desiderata, (che non sempre è solo l’acquisto finale) serve a dare le giuste risposte e i giusti incentivi ad agire.
Dare risposte chiare è fondamentale per costruire la fiducia e sviluppare l’empatia.
Provate Voi
Scegliete un termine tecnico del vostro settore, provate a cercare sinonimi e a costruire frasi semplici come se doveste spiegarlo ad una persona che non parla la vostra lingua e quindi non ha gli stessi vostri riferimenti linguistici.
Ci siete riusciti?
P.S. Se vi appassiona la storia dell’antico Egitto, seguite il Museo Egizio di Torino sui suoi canali social (vedi il Canale YouTube).Sta facendo un ottimo lavoro di divulgazione dei suoi contenuti, riuscendo a portare al grande pubblico, in maniera chiara, temi talvolta molto complessi.


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