Le tendenze del digital marketing che generano domande
La foto l’ho scattata nei giorni scorsi, mentre ero di passaggio all’Outlet di Serravalle Scrivia. È “una buyer”, ovvero un’influencer straniera, che mostra abiti ed accessori in diretta e compra per i suoi clienti che sono on line. I più importanti hanno dei veri e propri uffici, con persone che scattano le foto e fanno i video, mentre poi loro gestiscono le dirette e curano i clienti personalmente.
È inevitabile che in un mondo che “corre” così velocemente, i più attenti si facciano domande e così ho deciso di condividere la mia esperienza. Quello che segue, quindi, non è uno studio o un report pubblicato in rete, ma il risultato dei miei contatti con micro imprenditori, allievi e colleghi.
Cosa notano i miei clienti e contatti più attenti, del mondo on line che li circonda e su cosa cercano confronto?
- L’uso ed il ruolo dell’AI
Se ne parla e se n’è parlato tanto a tutti i livelli, è quindi normale che quasi tutti i piccoli imprenditori ed i professionisti con cui parlo, s’interroghino in merito.
Sono all’incirca 3 le posizioni che ho sentito più frequentemente:
- chi dice “mi fa paura” e d’istinto la rifiuta, senza sapere quanto in realtà sia già nella sua vita;
- chi esprime dubbi e perplessità più per sondare la mia risposta che per reale convinzione, infatti dopo un confronto la utilizza;
- chi vuole capire di più e prova ad aprire ChatGpt, anche solo per farsi suggerire un post, ma comunque ci prova.
- Il crescente ruolo dei social media e del loro utilizzo per cercare informazioni o meglio ancora, per far trovare ciò di cui si ha bisogno prima ancora che venga ricercato.
Cambia il valore dato al tempo trascorso connessi e come consumatori, a fronte di un bisogno, più o meno consapevole, capita sovente di trovarsi in un eccesso di offerta.
Bisogna esporsi di più con i propri valori per distinguersi, si deve essere attivi nella creazione di contenuti e non fare più “solo” advertising.
Un insieme di modalità e di strumenti che richiedono un alto coinvolgimento e soprattutto un costante adeguamento, a cui non tutti hanno la capacità di rispondere altrettanto velocemente.
- La necessaria maggior attenzione alla “personalizzazione”. Che sia basata sui dati statistici, sui comportamenti, sulla localizzazione, non basta più sapere che il proprio cliente tipo “ha un’età compresa tra i 20 e 35 anni e ama viaggiare”.
È necessario inviare messaggi che da un lato rispondano a domande, latenti o reali, dei possibili clienti, ma dall’altro ne facciano sorgere di nuove, mirando più alla costruzione della relazione che alla vendita.
È cambiato l’approccio alla vendita che punta, oggi, a coinvolgere il cliente diventato sempre più “infedele”.
- L’ attenzione alla raccolta dei dati (fondamentali per quanto detto sopra) e alla privacy.
No, la Privacy Policy, i Termini e Condizioni e la Cookie Policy, non si copiano on line cambiando il nome! Si, ci sono controlli e sì, i clienti oggi, sono a conoscenza dei loro diritti.
L’attenzione all’adeguamento Privacy ed alle modalità di raccolta dati, non è solo un dovere, ma può essere un’opportunità strategica; è un investimento e non un costo.
- L’importanza dei contenuti video e ultimamente, anche audio. Lo diciamo da anni che “metterci la faccia” è importante, ecco, ora è praticamente inevitabile. Le storie, i Reel, le dirette, sono modalità a cui, come consumatori, siamo abituati e ormai ce le aspettiamo dai brand che decidiamo di seguire.
Vero, per tutto questo ci vuole tempo, ma non solo, ci vogliono obiettivi, strategia e pazienza. Essere on line con la propria attività è importante e quelli che ho citato sono solo alcuni degli argomenti che destano attenzione ed in alcuni casi preoccupazione.
Come si può agire e non subire?
Iniziando a fare.
Avere dubbi e farsi domande è normale e anche salutare, ma non devono diventare ostacoli e frenare l’attività. Nel mondo del Digital Marketing di verità assolute, in pratica, non ne esistono, è sempre necessario provare, verificare i risultati e rifare.
Quindi qualche veloce suggerimento:
- selezionare fonti informative attendibili e seguirle;
- individuata un’attività/uno strumento, che si ritiene potrebbe essere interessante per la propria realtà, approfondirla velocemente attraverso le proprie fonti;
- verificate le “regole” di base, se si decide che potrebbe funzionare, provarci, o direttamente o attraverso professionisti ad hoc, ma iniziare.
- Monitorare i risultati (con pazienza, il mondo digitale è sì veloce, ma è una maratona, non una gara di velocità) e “in corso d’opera” continuare a restare informati e se serve, adeguare.
“Successo” è il participio passato del verbo succedere e quindi bisogna attivarsi perché gli eventi accadano. Non basta avere il budget e/o delegare, ma è importante, soprattutto nelle micro realtà commerciali o professionali, coinvolgersi in prima persona.
Pronti? Via!



