Le tendenze del digital marketing che generano domande

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tendenze del digital marketing

La foto l’ho scattata nei giorni scorsi, mentre ero di passaggio all’Outlet di Serravalle Scrivia. È “una buyer”, ovvero un’influencer straniera, che mostra abiti ed accessori in diretta e compra per i suoi clienti che sono on line. I più importanti hanno dei veri e propri uffici, con persone che scattano le foto e fanno i video, mentre poi loro gestiscono le dirette e curano i clienti personalmente.

È inevitabile che in un mondo che “corre” così velocemente, i più attenti si facciano domande e così ho deciso di condividere la mia esperienza. Quello che segue, quindi, non è uno studio o un report pubblicato in rete, ma il risultato dei miei contatti con micro imprenditori, allievi e colleghi.

Cosa notano i miei clienti e contatti più attenti, del mondo on line che li circonda e su cosa cercano confronto?

  1. L’uso ed il ruolo dell’AI

Se ne parla e se n’è parlato tanto a tutti i livelli, è quindi normale che quasi tutti i piccoli imprenditori ed i professionisti con cui parlo, s’interroghino in merito.

Sono all’incirca 3 le posizioni che ho sentito più frequentemente:

  • chi dice “mi fa paura” e d’istinto la rifiuta, senza sapere quanto in realtà sia già nella sua vita;
  • chi esprime dubbi e perplessità più per sondare la mia risposta che per reale convinzione, infatti dopo un confronto la utilizza;
  • chi vuole capire di più e prova ad aprire ChatGpt, anche solo per farsi suggerire un post, ma comunque ci prova.
  1. Il crescente ruolo dei social media e del loro utilizzo per cercare informazioni o meglio ancora, per far trovare ciò di cui si ha bisogno prima ancora che venga ricercato.

Cambia il valore dato al tempo trascorso connessi e come consumatori, a fronte di un bisogno, più o meno consapevole, capita sovente di trovarsi in un eccesso di offerta.

Bisogna esporsi di più con i propri valori per distinguersi, si deve essere attivi nella creazione di contenuti e non fare più “solo” advertising.

Un insieme di modalità e di strumenti che richiedono un alto coinvolgimento e soprattutto un costante adeguamento, a cui non tutti hanno la capacità di rispondere altrettanto velocemente.

  1. La necessaria maggior attenzione alla “personalizzazione”. Che sia basata sui dati statistici, sui comportamenti, sulla localizzazione, non basta più sapere che il proprio cliente tipo “ha un’età compresa tra i 20 e 35 anni e ama viaggiare”.

È necessario inviare messaggi che da un lato rispondano a domande, latenti o reali, dei possibili clienti, ma dall’altro ne facciano sorgere di nuove, mirando più alla costruzione della relazione che alla vendita.

È cambiato l’approccio alla vendita che punta, oggi, a coinvolgere il cliente diventato sempre più “infedele”.

  1. L’ attenzione alla raccolta dei dati (fondamentali per quanto detto sopra) e alla privacy.

No, la Privacy Policy, i Termini e Condizioni e la Cookie Policy, non si copiano on line cambiando il nome! Si, ci sono controlli e sì, i clienti oggi, sono a conoscenza dei loro diritti.

L’attenzione all’adeguamento Privacy ed alle modalità di raccolta dati, non è solo un dovere, ma può essere un’opportunità strategica;  è un investimento e non un costo.

  1. L’importanza dei contenuti video e ultimamente, anche audio. Lo diciamo da anni che “metterci la faccia” è importante, ecco, ora è praticamente inevitabile. Le storie, i Reel, le dirette, sono modalità a cui, come consumatori, siamo abituati e ormai ce le aspettiamo dai brand che decidiamo di seguire.

 

Vero, per tutto questo ci vuole tempo, ma non solo, ci vogliono obiettivi, strategia e pazienza. Essere on line con la propria attività è importante e quelli che ho citato sono solo alcuni degli argomenti che destano attenzione ed in alcuni casi preoccupazione.

Come si può agire e non subire?

Iniziando a fare.

Avere dubbi e farsi domande è normale e anche salutare, ma non devono diventare ostacoli e frenare l’attività. Nel mondo del Digital Marketing di verità assolute, in pratica, non ne esistono, è sempre necessario provare, verificare i risultati e rifare.

Quindi qualche veloce suggerimento:

  • selezionare fonti informative attendibili e seguirle;
  • individuata un’attività/uno strumento, che si ritiene potrebbe essere interessante per la propria realtà, approfondirla velocemente attraverso le proprie fonti;
  • verificate le “regole” di base, se si decide che potrebbe funzionare, provarci, o direttamente o attraverso professionisti ad hoc, ma iniziare.
  • Monitorare i risultati (con pazienza, il mondo digitale è sì veloce, ma è una maratona, non una gara di velocità) e “in corso d’opera” continuare a restare informati e se serve, adeguare.

“Successo” è il participio passato del verbo succedere e quindi bisogna attivarsi perché gli eventi accadano. Non basta avere il budget e/o delegare, ma è importante, soprattutto nelle micro realtà commerciali o professionali, coinvolgersi in prima persona.

Pronti? Via!

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