ChatGPT, io e… Paperoga!

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ChatGPT

Qualche settimana fa stavo leggendo Topolino (eh sì, sono una fedele lettrice, tra alti e bassi, praticamente da sempre) e vi ho trovato una breve storia seguita da un’interessante intervista a Davide Morosinotto (giornalista) che trattava proprio di AI.

Bello, la costruzione dei contenuti di questo “giornalino” è spesso acuta e punta dritto a spiegare i temi del momento con approccio adeguato a tutte le età.

– Archimede Pitagorico alle prese con una delle sue invenzioni, una “macchina auto-apprendente” destinata ad essere un antifurto per Zio Paperone, decide di testarla iscrivendola ad un torneo di scacchi dove dovrà difendere dagli “attacchi” dei campioni. La macchina funziona e sconfigge un avversario dopo l’altro fino al confronto finale con il campione in carica, finora imbattuto. Prima della finale, però, la macchina trascorre la notte giocando con il custode, il papero più strambo della banda Disney, Paperoga, che con il suo approccio non convenzionale alla vita, sconvolge il meccanismo di apprendimento della macchina che comincia a giocare in modo pazzo, con mosse azzardate, mandando in tilt il super campione. –

Bene, vi ho spoilerato il racconto, ma confesso che nella sua semplicità, unita alla lettura dell’intervista, mi ha fatto venire la voglia di scrivere anche io le mie riflessioni circa il ruolo che ChatGPT, ed i suoi discendenti, avranno nel mio lavoro nell’immediato futuro.

Cambierà il lavoro mio e di chi lavora con i contenuti a scopo di marketing? Credo proprio di sì.
Mi fa paura? Temo di perdere il lavoro? Credo di no.
La uso e/o la userò? Certo! (anzi io che sono curiosa di nascita, devo frenare la mia voglia di testarla)

L’AI non è arrivata oggi, era già ampiamente utilizzata e anche con risultati molto interessanti, per quanto mi riguarda mio papà mi ha cresciuta dicendomi sempre che il progresso non si può fermare, che bisogna cercare di studiarlo e poi ragionare con la propria testa, per integrarlo nella propria vita, quindi eccomi qua alle prese con “le prove”.

ChatGPT: un’AI al servizio della scrittura

Oggi uso (e ai miei clienti consiglio di usare) ChatGPT soprattutto per:

  • Confrontarmi: metto nel prompt gli stessi dati da cui sono partita io per realizzare un contenuto e vedo cosa invece, propone lei;
  • Correggere: le do in pasto un mio articolo chiedendo di correggerlo e così elimina eventuali errori di battitura;
  • Suggerire: capita a tutti il panico della pagina bianca, ecco io uso ChatGPT per sbloccarmi le idee quando non riesco ad iniziare;

Ho, inoltre, provato un po’ di tutto: ricerca parole chiave, scrittura di Title e description, redazione post social, brevi testi e simili.

Principalmente posso dire che mi aiuta a risparmiare tempo, o meglio, ad ottimizzarlo, così da potermi dedicare con più attenzione ad altri aspetti.

Ho anche acquistato e seguito con grande interesse un corso avanzato di Ninja Academy perché mi piace approfondire e ascoltando dei bravi tecnici, ho capitalizzato spunti importanti.

Questo percorso di scoperta, infine, ha anche nutrito la mia continua curiosità quando ho scoperto, dall’articolo su Topolino, che esiste un libro per bambini realizzato dall’AI , “La volpe e il futuro: Un favola illustrata per bambini sull’importanza dell’amicizia e della tecnologia” ed essendo curiosa l’ho cercato e ne ho letto le recensioni: quasi tutte positive. L’aspetto apprezzato dai genitori è che introduce i bambini all’importanza della tecnologia, ma senza trascurare i valori, come l’amicizia e l’impegno.  Una nota posta nella pagina Amazon di vendita ricorda che si tratta del  il primo libro per bambini in italiano co-scritto and co-illustrato tramite AI.

“co-scritto” e “co-illustrato”, quindi anche qui, l’AI “ha aiutato” nella realizzazione.

Cosa deduco, ad oggi, dalla mia esperienza e cosa dico ai miei clienti?

L’AI è sicuramente uno strumento utile.

ChatGPT l’ha democratizzata rendendola accessibile a tutti, poiché gratuita nella versione base e quindi, come per tutti gli strumenti, il suo impatto, sono fermamente convinta, che dipenderà dall’uso che noi esseri umani pensanti, ne faremo.

Per quanto riguarda la mia esperienza, ho sempre ottenuto risultati interessanti utilizzandola, ma che nella sostanza, hanno aiutato me a ragionare meglio e non sicuramente utilizzabili con copia/incolla.

Non sono un tecnico e non pretendo di esserlo, il mio utilizzo è superficiale, ne sono conscia, ma sono un formatore e come tale mi piace parlare di ciò che io stessa ho testato, sto imparando anche io. I miei prompt diventano di settimana in settimana sempre più precisi e di conseguenza noto che le risposte diventano più pertinenti e i suggerimenti che do in aula, sempre più utili.

Certamente continuerò a studiarla e ad usarla (dichiarandolo quando sia il caso), ma dico sempre ai miei allievi che la curiosità ed il pensiero laterale sono due aspetti fondamentali dell’attività di Content Marketing e per me sono anche la parte più divertente, quindi, almeno per un po’ spero di poter continuare a divertirmi!

 

P.S. Ho chiesto a ChatGPT: “Puoi scrivere un P.S. simpatico in merito all’articolo?” –
Risposta:” Certo! Eccolo: P.S. Ricorda, non è mai troppo tardi per iniziare a prendersi cura di se stessi e della propria salute mentale. Non abbiate paura di chiedere aiuto se ne avete bisogno!”

Ok, i casi sono tre:

  1. pensa che sono matta;
  2. non ha capito la domanda (premesso che prima gli avevo fatto leggere e commentare l’articolo e aveva capito benissimo il contenuto!!!! 
  3. è andata oltre, è consapevole di quanto ci arrovelliamo il cervello sui nostri contenuti e invita a non vergognarci a farci aiutare dall’AI
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