Rappresentazioni Teatrali e Industria 4.0

[di Marco Comazzi]

Chi mi conosce sa che amo l’approccio trasversale ai temi di cui mi occupo, recentemente sono stato coinvolto in progetti che riguardano il mondo del teatro (Fondazione Casa del Teatro Ragazzi e giovani, Accademia Mario Brusa)  per progetti formativi con il Consorzio CAA – Consorzio aggiornamento Aziendale e professionale, ed in parallelo progetti riguardanti l’industria 4.0 , dai “cobot” all’AI, alle soluzioni tecnologiche per l’aerospazio (ITS Mobilità Sostenibile, Aerospazio Meccatronica Piemonte): potevo non riflettere su come settori  apparentemente distanti, offrano nuove opportunità?

La riflessione che segue vuole raccontarvi scenari orizzontali di competenza che come di consueto, l’innovazione può far crescere.

Quali sono le casistiche in cui l’industria 4.0 offre un assist alle rappresentazioni teatrali?

Animatronica e componentistica industriale applicate alla scena:

le riflessioni di Marta Cuscunà e Francesca Di Fazio ci raccontano come le scene nascano da lavorazioni artigianali, realizzate da fabbri e falegnami locali, (soprattutto su Bologna e Trentino-Alto Adige) che poi si integrano con lavorazioni tecnologiche come la stampa laser in 3D, il controllo numerico, e la digital fabrication per gli Animatronics, i robot animati interattivi(Cfr. Igus s.r.l https://www.igus.it/  e Marta s.r.l  https://www.martait.it/home ). La corrispondenza tra funzionalità estetico-meccanica e funzione drammaturgica dell’oggetto performativo è una delle cifre del teatro innovativo di Marta Cuscunà , in cui ogni aspetto concorre a realizzare un equilibrio tra il senso e i linguaggi usati per esprimerlo, compresi i robot animatronici in grado di evolvere i linguaggi scenici. La scenografia, gli oggetti, i movimenti, l’interazione performer-figure, ovvero tutto quello che pertiene alla forma, determina e incrocia la struttura drammaturgica, la parola, la voce, l’intenzione.

Attraverso la meccanica delle figure animate in forma manuale, il pubblico si stupisca riscoprendo le infinite possibilità dell’umano (provate a vedere Earthbound ovvero le storie delle Camille – Teatro Strehler spettacolo di fantascienza, per attrice e creature animatroniche, ispirato al pensiero eco-femminista di Donna Haraway).

Le opportunità di inserire Cobot pilotati da un’AI in uno spettacolo teatrale fornisce opportunità infinite.

Platformed audiovisualities – l’uso multipiattafoma dell”Audiovisualità”:

Spettacoli ed arte spinti in digitale dalla recente pandemia che ha donato infinite dimensioni all’arte della rappresentazione, in Teatro e non, con l’uso di piattaforme e della presenza fisica, ad esempio  Giungla ha pubblicato i singoli “Walk On The Roof”, “CTR”, “Turbulence”, “Jump”, e un EP chiamato “Turbulence”, con video di YouTube e Instagram, testi inclusi video e Spotify Canvas (un loop video che può durare dai 3 agli 8 secondi e viene mostrato sull’app Spotify per dispositivi mobili durante la riproduzione di un brano.)

Bianca Obino ha pubblicato l’EP “Volta ao mundo de dentro”, i singoli “10.000 vezes” e “Volta ao mundo de dentro remix” e il progetto “Slow art Identity”, con video di Instagram e YouTube, inclusi videoclip, video con testi, interviste su live streaming e Spotify Canvas.

L’approccio teatrale e scenografico multipiattaforma è stato appena sfiorato.

Digital double:

Un doppio digitale è una ricreazione diretta di un vero essere umano. I doppi digitali possono essere costruiti da zero, catturati tramite fotogrammetria o persino catturati tramite la fotocamera selfie del telefono.

La capacità di processare dati massivi ad altissima velocità ha consentito il fenomeno dei “virtual influencers”, attori e cantanti virtuali.

Ad esempio possiamo vedere il progetto della durata di sei anni, del valore di 145 milioni di sterline, iniziato con la creazione dei gemelli digitali “ABBAtar” dei cantanti di Dancing Queen, tutti ormai settantenni. Tale progetto è un corso di perfezionamento non solo sullo sfruttamento delle nuove tecnologie, ma sulla collaborazione. Guardate con i vostri occhi:  Progetto ABBAtar

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